La storia
Non tutte le storie nascono per essere raccontate. Alcune aspettano soltanto il momento giusto per farsi sentire.
Bromeo Alnico cresce in una grande città del Nord, tra giornate grigie, strade affollate e parole rimaste dentro. Impara presto a cavarsela da solo. Anche quando si tratta soltanto di trovare parcheggio.
Un giorno di pioggia, Bromeo e Gian Pietro incontrano Su per caso. Un incrocio preso troppo in fretta, uno scontro improvviso: gli strumenti di lei finiscono sul marciapiede. Li raccolgono, la accompagnano al lavoro. Un caffè, quattro chiacchiere. Il resto non era previsto.
Gli anni passano, l’amicizia resta. Gian Pietro Tosi dà forma alle parole. Su Noia costruisce il suono. Bromeo porta le idee, le storie e tutto quello che aveva tenuto dentro.
Tre persone, un’unione di intenti. Nasce così BROM. Rapporti umani, famiglia, solitudine e piccole battaglie quotidiane: storie comuni, raccontate con la convinzione di chi sa che anche le cose più piccole possono lasciare il segno.
Silenzio oro
Album · 9 brani
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01 · CI SEI MA NON CI SEI
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Ti ho vista.
Non ti ho vista.
Eri qui.
O forse ero io.
Ti ho vista ieri sera ma ieri sera non c'ero,
ti ho cercata per strada mentre tornavo davvero.
Mi hai detto vieni a prendermi, ti ho chiesto dove sei,
mi hai risposto sono qui, ma qui non c'eri e lo sai.
Ti ho tenuto un posto accanto, poi mi sono spostato,
perché dicevi che ero troppo vicino anche se non ti ho toccato.
Abbiamo litigato per una cosa che non ricordo,
mi hai chiesto di scusarmi e ti ho dato pure torto.
E tu mi dici resta, poi mi dici vattene,
mi tieni stretto senza mani, mi fai freddo mentre brucio.
Mi fai ridere se piango, mi fai piangere se rido,
siamo in due quando son solo, son solo quando siamo in due.
Ci sei ma non ci sei,
sei qui ma dove sei?
Ti cerco mentre scappi,
ti trovo e te ne vai.
Mi dici che mi ami,
poi dici che non sai.
Ti tengo senza averti,
ti perdo e resti qua.
E corro, corro, corro,
ma rimango nello stesso posto.
Ti raggiungo e sei già andata,
torno indietro e sei davanti.
Mi hai lasciato un messaggio che non riesco più a trovare,
c'era scritto non cercarmi, ma eri tu che mi chiamavi.
Ti ho portata a casa mia, hai detto questa non è casa,
ti ho aperto la porta e mi hai chiesto di bussare.
Mi hai detto non mi ascolti mentre stavo zitto ad ascoltare,
poi mi hai detto non parlare proprio mentre ti rispondevo.
Ti ho chiesto cosa vuoi, mi hai detto quello che non voglio,
ho provato a darti tutto, ma volevi solo il vuoto.
Mi hai detto che era tardi quando ancora era mattina,
che la notte era finita prima ancora che iniziasse.
Ti ho aspettata sotto casa, ma la casa non era tua,
ti ho chiamata per nome e mi ha risposto la mia voce.
Ho contato fino a dieci, poi ho perso il conto a tre,
ho cercato una risposta nella domanda che hai fatto a me.
Mi hai detto siamo uguali, poi mi hai detto sei diverso,
mi hai trovato mentre stavo ancora cercando me stesso.
Ci sei ma non ci sei,
sei qui ma dove sei?
Ti cerco mentre scappi,
ti trovo e te ne vai.
Mi dici che mi ami,
poi dici che non sai.
Ti tengo senza averti,
ti perdo e resti qua.
E corro, corro, corro,
ma rimango nello stesso posto.
Ti raggiungo e sei già andata,
torno indietro e sei davanti.
Se ti chiedo di restare, tu mi chiedi di partire.
Se mi chiedi di partire, poi non vuoi vedermi uscire.
Se mi dici di parlare, non mi lasci più finire.
Se mi chiedi di tacere, vuoi sapere cosa dire.
E se provo a dimenticarti, tu mi chiedi di ricordare,
se ti dico che ti penso, dici smettila di pensare.
Se mi chiedi dove sono, dico sono qui con te,
ma se guardo dalla tua parte non c'è niente accanto a me.
Ci sei ma non ci sei,
sei qui ma dove sei?
Ti cerco mentre scappi,
ti trovo e te ne vai.
Mi dici che mi ami,
poi dici che non sai.
Ti tengo senza averti,
ti perdo e resti qua.
E corro, corro, corro,
ma rimango nello stesso posto.
Ti raggiungo e sei già andata,
torno indietro e sei davanti.
Ti ho cercata.
Mi hai trovato.
Ti ho chiamata.
Mi hai risposto.
Ti ho guardata.
E non c'era nessuno.
O forse…
Non c'ero io.

02 · L'ULTIMA FIAMMA
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Ho chiesto alla notte di restituirmi il giorno,
ma lei mi ha sorriso senza fare ritorno.
C'è chi perde la strada, chi perde la ragione,
io cerco una risposta nel fondo di un pantalone.
Ho interrogato il vento per sapere dove sei,
ma il vento non risponde a chi non sa nemmeno chi è.
Ti ho cercato nelle tasche di un cappotto senza età,
tra le briciole di ieri e la mia poca dignità.
Ho rovesciato il mondo sopra un tavolo di legno,
tra monete senza patria e le rovine di un disegno.
C'era un santo senza aureola, un bottone senza asola,
e una fotografia che non ricordava una parola.
Dove sei, dove sei, mia piccola illusione?
Ti ho lasciato tra le dita o tra le pieghe del destino?
Parla il cielo, tace il cuore, non conosco più ragione,
ho perduto la mia luce per un soffio del mattino.
Dove sei, dove sei, non risponde neanche Dio,
forse il mondo ti ha rubata, forse il ladro sono io.
Ho domandato a un vecchio che vendeva calendari
se il tempo restituisce ciò che sfugge dalle mani.
Mi rispose che ogni uomo ha la sua piccola condanna:
c'è chi cerca la fortuna, chi una chiave, chi una mamma.
Ho frugato tra le ombre di una giacca consumata,
dove dorme una ricevuta di una cena mai pagata.
Ho trovato una promessa, due centesimi e un bottone,
ma di te neanche una traccia, maledetta distrazione.
Dove sei, dove sei, mia piccola illusione?
Ti ho lasciato tra le dita o tra le pieghe del destino?
Parla il cielo, tace il cuore, non conosco più ragione,
ho perduto la mia luce per un soffio del mattino.
Dove sei, dove sei, non risponde neanche Dio,
forse il mondo ti ha rubata, forse il ladro sono io.
C'è chi perde un grande amore e ne conserva il nome,
chi si porta dietro il peso di una falsa assoluzione.
Io non chiedo alla fortuna né ricchezze né perdono,
solo un gesto familiare che mi dica dove sono.
Ho cercato sotto il letto, nella polvere del tempo,
tra le cose che dimentico e le cose che non sento.
Ho accusato pure il gatto, che dormiva sul divano,
lui mi ha dato un'occhiata e se n'è lavato le mani.
E se davvero te ne fossi andata,
senza una parola, senza una chiamata?
E se la colpa fosse tutta mia,
che perdo ogni certezza nella mia malinconia?
Poi la notte si è arresa alle prime luci chiare,
ho smesso di cercarti, ho smesso di imprecare.
Mi son seduto stanco, con lo sguardo sul destino,
e ho sentito qualcosa nel taschino.
Era lì, tra una moneta e uno scontrino,
quell'infame, maledetto accendino.
Ehi bro…
Ho cercato una fiamma per tutta la notte,
tra le stelle cadute e le speranze interrotte.
Ma la vita è una beffa, lo capisci al mattino:
Ho trovato l'accendino…
ma non ho più una sigaretta.

03 · LOCKED BACK
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Yeah…
BROM.
Uh…
Don't step too close.
Don't speak my name.
Yeah…
Locked back.
Step inna backlane,
hard tone, no name.
Pressa too close,
I don't fold, I don't break.
Knocka on the cold frame,
shut face, no trace.
Stay low, stay locked,
never fall from my place.
Ride inna hush block,
no light, no knock.
Heavy onna low side,
tick-tock, hard rock.
Shredda onna backline,
cold drip, no shine.
Never let 'em cross me,
no slip, no sign.
Hold still…
No sound.
Grip tight…
Don't drown.
Back down…
No way.
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TRACE!
No talk!
No talk!
No talk!
No trace!
Late hour, no witness,
dry mouth, no weakness.
Trappa onna low grind,
cold heart, no sickness.
Hand onna cold rail,
eye straight, no trail.
Backa with the hard press,
never gonna fail.
Talk cheap behind smoke,
I don't turn, I don't choke.
Cracka onna backbeat,
hard line, no joke.
Close cut, shut line,
black drop, no sign.
Rolla through the dead zone,
still claimin' what's mine.
Hold still…
No sound.
Grip tight…
Don't drown.
Back down…
No way.
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TRACE!
No talk!
No talk!
No talk!
No trace!
You hear noise…
I hear doors.
Click soft…
Then war.
Ain't no way back.
Backa onna cold side,
no sleep, no ride.
Pressa till the last drop,
never let it slide.
Crusha onna hard ground,
no face, no sound.
Breaka through the black line,
never turn around.
Cold grip, tight chain,
no loss, no gain.
Step inna backlane,
still feel no pain.
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TRACE!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO TALK!
LOCK BACK, NO FACE!
Still here…
Don't call it mercy.
BROM.

04 · OKAY BOOMER
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Oh bro…
Ma questi come vivevano?
Cioè, senza internet?
Senza follower?
Senza niente?
Boh…
Io non lo so.
Questi uscivano davvero, bro, che sbatti,
tutti quanti fuori, pure senza appuntamenti.
Stavano dentro a un bar quattro ore a parlare,
ma che cazzo c'avevate da raccontare?
Correvano nei prati, giocavano a pallone,
zero views, zero condivisione.
Io c'ho mille bro dentro al cellulare,
se mi rompono il cazzo li posso silenziare.
Quelli si vedevano ogni fine settimana,
io faccio una diretta e mi guarda mezza Italia.
Quelli vivevano davvero, ma non lo sapeva nessuno,
io posto pure quando non faccio un cazzo di nulla.
Bro, ma pensa che sfigati,
tutti fuori, tutti sudati.
Senza filtri, senza effetti,
ma che vita, poveretti!
Io c'ho tutto dentro a uno schermo,
se mi annoio cambio universo.
Tu c'avevi quattro amici al bar,
io ne ho diecimila e non devo uscire mai.
Okay boomer, okay boomer,
zero like, zero follower!
Okay boomer, okay boomer,
tu vivevi, io faccio i numeri!
Swipe, swipe, tutta la notte,
mille contatti, mille risposte.
Okay boomer, okay boomer,
se non posti, bro, chi cazzo ti conosce?
Si innamoravan guardandosi in faccia,
senza filtri, senza swipe, che vita disgraziata.
Si baciavano al buio, nessuno a guardare,
ma che senso ha se non lo puoi postare?
Io prima guardo il profilo, poi magari il cuore,
se non c'hai la spunta blu, bro, non è amore.
Quelli facevan l'amore senza una story,
io almeno dopo c'ho qualcosa nei ricordi.
Andavano a cena, parlavano per ore,
senza fare una foto, senza un visualizzatore.
Io prima faccio il video, poi magari mangio,
se il piatto è già freddo, bro, almeno ho l'engagement.
Quelli si lasciavano con le lacrime vere,
io blocco, sblocco, cambio foto e torno a vedere.
Mi dici: "Ma sei felice?", bro, che domanda!
Ho fatto cento like mentre tu ancora parlavi.
Bro, ma pensa che sfigati,
si guardavano negli occhi, tutti emozionati.
Io c'ho il filtro che mi fa più bello,
se non ti piaccio cambio quello!
Okay boomer, okay boomer,
zero like, zero follower!
Okay boomer, okay boomer,
tu vivevi, io faccio i numeri!
Swipe, swipe, tutta la notte,
mille contatti, mille risposte.
Okay boomer, okay boomer,
se non posti, bro, chi cazzo ti conosce?
Questi partivano senza navigatore,
chiedevano la strada a un altro signore.
Bro, ma che ansia, ma che situazione,
io se non ho campo non esco dal portone.
Si facevano le foto, poi aspettavano un mese,
per vedere se eran belle, ma che brutte sorprese.
Io ne faccio centoventi, ne pubblico una sola,
quella dove sembro ricco anche se non c'ho una lira.
Quelli andavano ai concerti per sentire la canzone,
io la filmo tutta quanta, così faccio impressione.
Se mi chiedi com'è andata, bro, non me lo ricordo,
ma c'ho trecento visual, quindi è stato un capolavoro.
Mi dicono: "Una volta si viveva davvero".
Ma davvero cosa, bro?
Niente notifiche.
Niente condivisioni.
Niente gente che ti segue.
Io c'ho il mondo in una mano.
Anche se non stringo mai quella di nessuno.
Okay boomer, okay boomer,
zero like, zero follower!
Okay boomer, okay boomer,
tu vivevi, io faccio i numeri!
Swipe, swipe, tutta la notte,
mille contatti, mille risposte.
Okay boomer, okay boomer,
se non posti, bro, chi cazzo ti conosce?
Oh bro…
Questi non avevano niente.
Niente social.
Niente follower.
Niente like.
E pensa che dicevano pure
che erano felici.
Boh…
Aspetta bro…
M'ha scritto uno.
No, niente.
È una pubblicità.
Okay boomer.

05 · PLEONASTICO
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Ho lasciato una parola sul bordo della sera,
tra le cose che sapevo e una memoria passeggera.
L'ho cercata tra i silenzi, nelle pieghe del pensiero,
aveva il suono di una vita, ma non ricordo se era vero.
C'era un nome sulla lingua che non voleva uscire,
come un treno alla stazione che non vuole più partire.
Ho chiesto alla mia mente di restituirmi il passato,
ma lei mi ha detto piano: «Non ricordo cosa hai cercato».
Ho frugato tra i ricordi come un ladro senza chiavi,
tra le frasi mai finite e i pensieri meno gravi.
C'era un suono, forse un nome, forse il nome di un colore,
che bussava alla memoria senza fare alcun rumore.
L'ho inseguito per le scale di un palazzo senza porte,
tra le sillabe smarrite e le parole date in sorte.
Ma più cercavo di afferrarlo, più sfuggiva dalla mano,
come sabbia che si perde dentro il vento del mattino.
Torna da me, torna da me,
so che eri qui, ma non so più perché.
Ti avevo in bocca, ti avevo nel cuore,
adesso resta il vuoto dove stava il tuo nome.
Torna da me, dimmi chi sei,
eri una cosa che sapevo e che ora non saprei.
Ti sento vicina, ti vedo lontana,
sei l'ultima parola di una frase senza trama.
Ho domandato a uno specchio se sapesse cosa manca,
mi ha risposto con la faccia di una mente troppo stanca.
Ho contato le parole che conoscevo da bambino,
ma nessuna somigliava a quel pensiero clandestino.
C'è chi dimentica un amore, chi una promessa, chi una data,
chi una strada percorsa, chi una porta già varcata.
Io cercavo quella cosa che non riuscivo più a chiamare,
e più tentavo di pensarla, più sembrava allontanare.
Ho provato con le lettere, dalla A fino alla Zeta,
come un uomo che attraversa senza meta un altro pianeta.
Ho pensato fosse lunga, poi mi è parsa corta e lieve,
come un fiocco che si scioglie prima ancora che venga neve.
E qualcuno mi ha sorriso: «Dai, vedrai che tornerà»,
ma nessuno sa che cosa perde chi non sa che cosa ha.
Ho risposto con un cenno, con lo sguardo verso il basso,
mentre un altro mio pensiero si perdeva a ogni passo.
Torna da me, torna da me,
so che eri qui, ma non so più perché.
Ti avevo in bocca, ti avevo nel cuore,
adesso resta il vuoto dove stava il tuo nome.
Torna da me, dimmi chi sei,
eri una cosa che sapevo e che ora non saprei.
Ti sento vicina, ti vedo lontana,
sei l'ultima parola di una frase senza trama.
Ho cercato nei discorsi di chi parla senza dire,
nelle bocche di chi giura di sapere e non capire.
Ho ascoltato mille voci pronunciare mille nomi,
ma nessuno aveva il suono di quei pochi miei neuroni.
Mi son detto: «Lascia stare, non è poi così importante»,
ma quel vuoto era rimasto come un ospite invadente.
C'era sempre quella pausa, quel silenzio tra due frasi,
come un posto apparecchiato per qualcuno che non passi.
E così l'ho abbandonata sulle rive della mente,
come fanno certe storie che non portano più a niente.
Ho lasciato che la notte si portasse via il pensiero,
senza chiedere risposte, senza chiedere davvero.
Forse certe cose tornano soltanto se le lasci,
come i sogni del mattino che dimentichi e poi cerchi.
Forse il tempo non cancella, forse cambia solamente
il sentiero che percorri per raggiungere la mente.
E se un giorno tornerai, non ti chiederò dov'eri,
né perché mi hai abbandonato in mezzo a tutti i miei pensieri.
Ti terrò per un istante, come fosse una conquista,
prima che un'altra distrazione ti cancelli dalla vista.
Poi un giorno come tanti, senza gloria e senza storia,
mentre il mondo se ne andava per la solita traiettoria,
ero fermo nella stanza, con lo sguardo sul lavello,
e tenevo tra le dita uno spazzolino e un bicchiere.
Non pensavo più a quel nome, non cercavo più il passato,
non avevo più domande, non mi sentivo più smarrito.
Poi dal nulla, senza avviso, senza un segno, senza un suono,
è tornata quella voce come un dono del perdono.
Ho sentito una scintilla attraversarmi il pensiero,
come il sole che ritorna dopo un inverno troppo nero.
Ho spalancato gli occhi, ho lasciato tutto andare,
finalmente quella parola era tornata a respirare.
Eccola…
Era lì…
Era sempre stata lì…
PLEONASTICO!
Ehi bro…
L'ho cercata tra le stelle,
tra le ombre e le novelle.
Ora so come si dice,
ma non so cosa vuol dire.
E soprattutto…
Non ricordo perché mi serviva.

06 · BRO, FRENA
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C'ho un amico che non si ferma mai.
Lo conosco da una vita.
Ultimamente parla poco.
E quando parla, dice che va tutto bene.
Lo incontro al solito bar, ma non guarda più nessuno,
ha la testa sempre altrove, sembra in lotta con qualcuno,
mi sorride per abitudine, poi si chiude nel digiuno.
Dice: «Corro tutto il giorno, non ricordo più per cosa,
la mia vita è una discesa, non conosco più una sosta,
quando provo a rallentare sento dentro un'altra scossa».
Gli domando come dorme, lui mi dice: «Poco e male,
ho un fischio che mi segue, non mi lascia respirare,
forse è il peso di ogni giorno che non riesco più a portare».
Ha paura di deludere, di perdere il controllo,
di arrivare troppo in fretta dove non c'è più ritorno,
di sentire quella stretta mentre il mondo gira intorno,
di sorridere agli amici e poi crollare quando è solo,
di non essere abbastanza, di sbagliare ancora tutto.
Io gli dico: «Non sei solo, non devi fare il duro,
non è scritto da nessuna parte che devi reggere tutto,
se ti senti sempre al limite, chiedere aiuto è giusto,
non ti serve una risposta che ti faccia stare zitto,
serve uno che ti ascolti e capisca quel che hai dentro».
Lui mi guarda e dice piano:
«Forse è tempo di parlarne.
Certe cose se le ignori
prima o poi ti fanno male».
Bro, frena, frena, frena,
non è una gara questa vita intera.
Bro, frena, frena, frena,
se vai sempre forte perdi la strada.
Corri, corri, ma per chi?
Tutti avanti, tu sei lì.
Bro, frena, frena, frena,
non devi dimostrare niente a nessuno stasera.
Dopo giorni mi richiama, dice: «Ho preso appuntamento,
ho trovato finalmente chi può darmi un orientamento,
mi ha ascoltato con pazienza, gli ho spiegato quel che sento».
Gli domando: «Come è andata?», lui risponde: «Non benissimo,
mi ha detto che ho tirato avanti troppo, troppo a lungo,
che se ignoro certi segnali poi rischio di pagare tutto».
«E tu che cosa hai risposto?» «Che non so più come fare,
che a volte faccio pressione e non riesco a rallentare,
che c'è un rumore che ritorna quando provo a respirare».
Dice: «Mi ha guardato serio, non ha fatto la morale,
ha capito che da solo non riesco a sistemare,
che continuare in quel modo mi può fare molto male,
che ormai sono consumato e devo proprio intervenire,
ma almeno adesso so da dove cominciare».
Io gli dico: «Sono fiero che tu abbia fatto quel passo,
non si guarisce in un giorno, non pretendere uno scatto,
se ti serve ti accompagno, non ti lascio in mezzo al guado,
non devi correre per forza, puoi fermarti un poco adesso,
puoi riprendere il tuo tempo senza chiedere permesso».
Bro, frena, frena, frena,
non è una gara questa vita intera.
Bro, frena, frena, frena,
se vai sempre forte perdi la strada.
Corri, corri, ma per chi?
Tutti avanti, tu sei lì.
Bro, frena, frena, frena,
non devi dimostrare niente a nessuno stasera.
«Quindi adesso va meglio?»
«Non ancora. Ma ho capito».
«E cosa ti ha consigliato?»
«Di non aspettare oltre».
«Ma questo specialista…
che ti ha detto, di preciso?»
«Che sono arrivato al ferro».
«Al ferro?»
«Sì. Le ho finite del tutto».
«E adesso?»
«Martedì me le cambia».
«Martedì?»
«Eh. E già che ci sono,
faccio anche i dischi davanti».
«Bro… frena».

07 · FUORI DALLE RIGHE
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Ci hanno insegnato
che ognuno deve stare
con chi gli somiglia.
Ma nessuno ci ha mai chiesto
se eravamo felici.
Io vengo dalla notte, tu dal sole del mattino,
tu sei luce sopra il mondo, io la strada e il suo destino.
Io vestito tutto nero, tu di bianco e fantasia,
ci guardavano per strada come fossimo un'eresia.
Tu cresciuta tra i colori, io tra il grigio della città,
due linguaggi differenti, stessa voglia di libertà.
Mi dicevano: «Non farlo, non è quella giusta per te»,
ma ogni volta che ridevi, io ridevo insieme a te.
Tu seguivi le tue regole, io cambiavo direzione,
ma trovavamo sempre il modo di sentirci una canzone.
E se il mondo ci voleva separati per natura,
noi ridevamo sotto il cielo, senza aver paura.
Ci volevano uguali,
ci volevano perfetti.
Ma l'amore non si misura
con gli stessi difetti.
Siamo diversi, ma siamo noi,
non ci somigliamo e non cambieremo mai!
Tu sei il sole, io sono la notte,
due strade lontane che diventano una!
Lascia che parlino, lascia che sia,
non c'è nessuno che ci porta via!
Se tutto il mondo ci vuole divisi,
noi camminiamo insieme, felici!
Oh-oh-oh, contro ogni regola!
Oh-oh-oh, la vita è una favola!
Se siamo diversi, che male c'è?
Il mondo è più bello se ci sei te!
Tua madre ti diceva: «Cerca qualcuno come noi»,
la mia gente mi ripeteva: «Non fidarti di chi vuoi».
C'era chi parlava piano, chi rideva di nascosto,
chi diceva che il destino ci aveva messi nel posto sbagliato.
Tu venivi da una famiglia con tradizioni e certezze,
io da un mondo senza regole, pieno di stranezze.
Tu portavi le tue righe, io soltanto un colore,
ma nessuno aveva il diritto di decidere il nostro amore.
Ci hanno messi uno vicino a chi sembrava più normale,
come se bastasse un'apparenza per sapere chi sa amare.
Ma io cercavo i tuoi occhi in mezzo a tutta quella gente,
perché stare con un'altra non mi dava proprio niente.
Siamo diversi, ma siamo noi,
non ci somigliamo e non cambieremo mai!
Tu sei il sole, io sono la notte,
due strade lontane che diventano una!
Lascia che parlino, lascia che sia,
non c'è nessuno che ci porta via!
Se tutto il mondo ci vuole divisi,
noi camminiamo insieme, felici!
Oh-oh-oh, contro ogni regola!
Oh-oh-oh, la vita è una favola!
Se siamo diversi, che male c'è?
Il mondo è più bello se ci sei te!
Ora andiamo per le strade, senza più nasconderci,
chi ci guarda può parlare, non riuscirà a dividerci.
Qualcuno dice: «Non è giusto, non è fatto per durare»,
ma nessuno può insegnarci come dobbiamo amare.
Tu sei fatta a modo tuo, io non cambio per piacere,
non dobbiamo diventare ciò che gli altri voglion vedere.
C'è chi vive tutta la vita per trovare il suo gemello,
noi abbiamo scelto invece di inventarci un mondo bello.
Non siamo nati uguali,
non abbiamo la stessa storia.
Ma ogni passo fatto insieme
è una piccola vittoria.
Ci volevano separati,
ci volevano lontani.
Ma noi abbiamo scelto
di affrontare il mondo, mano nella mano.
Siamo diversi, ma siamo noi,
non ci somigliamo e non cambieremo mai!
Tu sei il sole, io sono la notte,
due strade lontane che diventano una!
Lascia che parlino, lascia che sia,
non c'è nessuno che ci porta via!
Se tutto il mondo ci vuole divisi,
noi camminiamo insieme, felici!
E alla fine…
Ci siamo presentati davanti a tutti.
Io nero.
Lei bianca, con le righe rosse.
Dicevano che non eravamo fatti per stare insieme.
Che non eravamo della stessa serie.
Ma quella mattina…
Lui ha aperto il cassetto.
Ha guardato tutti gli altri.
E ha scelto noi.
Un calzino nero.
E uno bianco a righe rosse.
Diversi dalla testa ai piedi,
non ci importa se non ci credi!
Tu sei a destra, io sono a sinistra,
siamo la coppia che nessuno ha prevista!
E siamo usciti insieme.
Alla faccia dei calzini abbinati.

08 · NON PASSA
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Sono arrivato alle nove.
Erano già tutti lì.
Stesse facce.
Stessi nemici.
E qualcuno aveva già deciso
come doveva finire.
Entro nella stanza, sento l'aria che si taglia,
c'è chi abbassa gli occhi e chi già cerca la battaglia.
Quello in fondo fa il padrone, non ha mai portato niente,
ma pretende di parlare e di decidere per la gente.
Uno arriva con tre nomi, dice che li rappresenta,
l'altro grida che non vale, che la cosa non gli torna.
C'è chi conta le presenze, chi controlla le parole,
chi si è fatto una promessa e ora cambia posizione.
Io non cedo di un centimetro, non firmo la mia resa,
questa notte ogni parola sulla bilancia avrà il suo peso.
Mi hai sorriso per le scale, ora voti contro me,
frate, dimmi quanto vale quella stretta che non c'è.
Hanno alzato tutti il tono,
ma nessuno vuole ascoltare.
C'è chi giura di sapere,
chi non sa nemmeno parlare.
E quando arriva il momento,
quando chiedono da che parte stai…
Non ti puoi più nascondere.
NON PASSA! NON PASSA!
Qua nessuno abbassa la guardia!
NON BASTA! NON BASTA!
La tua voce non mi comanda!
Alza la mano se vuoi la guerra,
io tengo il punto, non vado a terra.
NON PASSA! NON PASSA!
Questa notte nessuno comanda!
C'è chi parla di rispetto, ma rispetto non ne porta,
chi pretende la sua parte e poi sparisce dalla porta.
Quello sopra non sopporta, quello sotto non ci sta,
quello accanto dice sempre che la colpa è tutta là.
C'è chi accusa chi non paga, chi domanda dove vanno,
tutti pronti a fare i conti con le colpe di ogni anno.
Un foglio gira tra le mani, porta cifre e decisioni,
ma qualcuno grida forte che son false le ragioni.
Tu mi parli di giustizia, ma non guardi il tuo passato,
hai lasciato tutto agli altri, poi sei qui per il risultato.
Ti conosco da una vita, so benissimo chi sei,
quando c'era da decidere non c'eri quasi mai.
E adesso batti forte il pugno sopra questo tavolo,
dici che vuoi cambiare tutto, che sei pronto a fare il diavolo.
Ma la verità è nascosta nelle righe di un verbale,
e nessuno vuol sentirla quando arriva il temporale.
NON PASSA! NON PASSA!
Qua nessuno abbassa la guardia!
NON BASTA! NON BASTA!
La tua voce non mi comanda!
Alza la mano se vuoi la guerra,
io tengo il punto, non vado a terra.
NON PASSA! NON PASSA!
Questa notte nessuno comanda!
Due si alzano di scatto, uno dice: «Me ne vado»,
l'altro urla: «Se ti muovi, il tuo voto è già contato?»
C'è chi chiama alla ragione, chi pretende una risposta,
chi ripete da mezz'ora sempre quella stessa proposta.
Uno vuole una perizia, uno chiede di aspettare,
uno dice che da anni non si riesce a combinare.
Quello in fondo tiene il conto, non si perde una parola,
mentre un altro chiede ancora se la cifra sia una sola.
Io rimango sulla sedia, non mi schiodo da quel posto,
ho giurato a me stesso che stavolta non mi sposto.
C'è una linea da difendere, una scelta da fermare,
una cosa che da sempre non si doveva mai toccare.
E se pensi che sia facile convincermi a cambiare,
non hai visto quante notti sono stato qui a pensare.
Non mi compri con promesse, non mi pieghi con la voce,
questa guerra finirà soltanto quando avremo pace.
Ho visto amici diventare avversari,
ho visto mani trasformarsi in muri.
Ho visto uomini gridare per ore,
senza sapere più chi avesse ragione.
E in mezzo a tutte quelle voci,
a tutte quelle accuse,
a tutte quelle mani alzate…
Una domanda.
Una sola.
Chi è favorevole?
NON PASSA! NON PASSA!
Qua nessuno abbassa la guardia!
NON BASTA! NON BASTA!
La tua voce non mi comanda!
Alza la mano se vuoi la guerra,
io tengo il punto, non vado a terra.
NON PASSA! NON PASSA!
Questa notte nessuno comanda!
Tre ore e quarantadue minuti.
Undici contrari.
Quattro favorevoli.
Due astenuti.
Il presidente si alza.
Guarda tutti negli occhi.
E pronuncia il verdetto.
La proposta…
di sostituire lo zerbino
davanti all'ascensore…
È RESPINTA.
NON PASSA, BRO, NON PASSA!
Quello zerbino resta a casa!
Puoi gridare quanto vuoi,
ma non lo cambierai con noi!
Punto quattro dell'ordine del giorno.
Varie ed eventuali.

09 · SILENZIO ORO
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Ehi, bro…
Brom, silenzio, oro.
La gente parla tanto, non sa quello che dice
Ho fatto tanta strada, ma cosa mi fa felice?
Parla, parla, bro, intanto il mondo mi tradisce
Cerco quella pace che nessuno mi garantisce
Cammino nel fumo con l’oro addosso
Il bro mi guarda, ma io non posso
In questo mondo che credono tondo
Da piccolo facevo il girotondo
Mia madre mi ha allevato da lupo solitario
Ho brancolato al buio qui nel nostro barrio
Avevo tanti amici, ma nessuno meritavo
Mia madre persa nel Tavor, mentre io la cercavo
La gente parla tanto, non sa quello che dice
Ho fatto tanta strada, ma cosa mi fa felice?
Parla, parla, bro, intanto il mondo mi tradisce
Cerco quella pace che nessuno mi garantisce
Mi sento una montagna che ti crolla addosso
Tu, bro, vuoi fermarmi, ma io non mi sposto
Io ti insegno il rispetto e sto qui fermo
Sono un lupo solitario, c’ho l’ululato dentro
La gente parla tanto, non sa quello che dice
Ho fatto tanta strada, ma cosa mi fa felice?
Parla, parla, bro, intanto il mondo mi tradisce
Cerco quella pace che nessuno mi garantisce
Mio padre fa miliardi senza muovere un dito
Io qui a farmi il culo, miserabile bandito
Ho visto fallire le persone migliori
Per inseguire soltanto tiepidi bagliori
E un bastardo fetente ora vuole comprare il perdono
Gli sbatto in gola quel Tavor, così capisce cos’è l’abbandono
Ehi, bro, fatti un giro in questo tondo
Mondo, di te non voglio niente, neanche un ricordo
Ti credevo padre, ma eri solo uno sfondo
Ora cammino da solo e non mi volto un secondo
Oggi sono qui, hip hop, rap, non lo so
La mia vita è in una sacca e tutto quello che ho
Tu con me hai fallito, ma io non fallirò
Perché so come diventare quando padre sarò
Brom… silenzio… oro…
Dietro il nome
Bromeo Alnico · Idee e interpretazione
Gian Pietro Tosi · Parole
Su Noia · Musica
